sabato 21 maggio 2016

Forse non tutti sanno che la bronchite.... non va curata con gli antibiotici


La bronchite non va curata con gli antibiotici salvo poche eccezioni, e non va curata “quasi per nulla” a meno che non si tratti di una bronchite asmatica (o spastica o broncospasmo) perché allora si può giovare dei broncodilatatori (es. salbutamolo) e in caso di persistenza o alta ricorrenza dei sintomi, di cortisonici inalatori (es. fluticasone, beclometasone, ecc.).
Infatti gli agenti responsabili della bronchite nel bambino sono nella grande maggioranza dei virus che come noto sono del tutto indifferenti agli antibiotici.
Se la tosse è molto insistente si può provare a ridurla durante le ore del sonno, con prodotti a base di destrometorfano (più o meno efficace, secondo uno studio che ne ha misurato l’efficacia, non sarebbe meglio di qualche cucchiaino di miele) o codeina o … miele appunto.
I mucolitici si sono dimostrati inutili così come i cortisonici da inalare con l’aerosol (salvo i pochi casi di bronchite asmatica persistente o  a frequente ricorrenza come detto sopra).
Solo in pochi casi, e più spesso nel bambino più grande, la bronchite può essere dovuta ad agenti quali micoplasma o clamidia o branhamella, microorganismi sensibili ad un gruppo di antibiotici detti macrolidi (eritromicina, claritromicina, azitromicina, ecc.). Le bronchiti dovute a questi ultimi agenti infettivi sono in genere protratte, possono o meno associarsi a febbre in genere non elevata, e a mal di testa, e si giovano della cura con un macrolide per circa 8-10 giorni. Nel caso i sintomi perdurino oltre il normale decorso di 10-14 giorni, o in caso di rialzo febbrile consistente, si deve sospettare una forma batterica e considerare l’opportunità di approfondimenti radiologici per escludere una polmonite, e/o l’indicazione alla terapia antibiotica.
La bronchite si diagnostica ascoltando più la tosse che il torace, perché i segni ascoltatori toracici sono generalmente modesti e fugaci (rantoli grossolani, ronchi, gemiti, che se ne vanno o si riducono sensibilmente con un colpo di tosse, soprattutto se l’infiammazione interessa i bronchi di calibro maggiore) mentre la tosse è caratteristicamente catarrale e con un timbro “profondo” (“tosse che viene da dentro”).
Bibliografia
- Nelson - Trattato di Pediatria - ed. XVI 2002, pag 1266
- Panizon F., Di Mario S. “La Bronchite” Medico & Bambino 1997 n° 9 pag 33
- Oski F., Principles and Practice of Pediatrics 1990 n° 9 pag 1329
Antibiotici - quando sì quando no. Consigli per un uso appropriato dei farmaci nelle infezioni respiratorie dei bambini” (pag 20 e 21) Comitato tecnico-scientifico regionale dei pediatri progetto PROBA (pubblicazione disponibile presso il vostro pediatra)


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