La
bronchite non va curata con gli antibiotici salvo poche eccezioni, e non va
curata “quasi per nulla” a meno che non si tratti di una bronchite asmatica (o
spastica o broncospasmo) perché allora si può giovare dei broncodilatatori (es.
salbutamolo) e in caso di persistenza o alta ricorrenza dei sintomi, di
cortisonici inalatori (es. fluticasone, beclometasone, ecc.).
Infatti
gli agenti responsabili della bronchite nel bambino sono nella grande
maggioranza dei virus che come noto sono del tutto indifferenti agli
antibiotici.
Se
la tosse è molto insistente si può provare a ridurla durante le ore del sonno,
con prodotti a base di destrometorfano (più o meno efficace, secondo uno studio
che ne ha misurato l’efficacia, non sarebbe meglio di qualche cucchiaino di
miele) o codeina o … miele appunto.
I
mucolitici si sono dimostrati inutili così come i cortisonici da inalare con
l’aerosol (salvo i pochi casi di bronchite asmatica persistente o a
frequente ricorrenza come detto sopra).
Solo
in pochi casi, e più spesso nel bambino più grande, la bronchite può essere
dovuta ad agenti quali micoplasma o clamidia o branhamella, microorganismi
sensibili ad un gruppo di antibiotici detti macrolidi (eritromicina,
claritromicina, azitromicina, ecc.). Le bronchiti dovute a questi ultimi agenti
infettivi sono in genere protratte, possono o meno associarsi a febbre in
genere non elevata, e a mal di testa, e si giovano della cura con un macrolide
per circa 8-10 giorni. Nel caso i sintomi perdurino oltre il normale decorso di
10-14 giorni, o in caso di rialzo febbrile consistente, si deve sospettare una
forma batterica e considerare l’opportunità di approfondimenti radiologici per
escludere una polmonite, e/o l’indicazione alla terapia antibiotica.
La
bronchite si diagnostica ascoltando più la tosse che il torace, perché i
segni ascoltatori toracici sono generalmente modesti e fugaci (rantoli
grossolani, ronchi, gemiti, che se ne vanno o si riducono sensibilmente con un
colpo di tosse, soprattutto se l’infiammazione interessa i bronchi di calibro
maggiore) mentre la tosse è caratteristicamente catarrale e con un timbro
“profondo” (“tosse che viene da dentro”).
Bibliografia
-
Nelson - Trattato di Pediatria - ed. XVI 2002, pag 1266
-
Panizon F., Di Mario S. “La Bronchite” Medico & Bambino 1997 n° 9 pag 33
-
Oski F., Principles and Practice of Pediatrics 1990 n° 9 pag 1329
- “Antibiotici - quando sì
quando no. Consigli per un uso appropriato dei farmaci nelle infezioni
respiratorie dei bambini” (pag 20 e 21) Comitato tecnico-scientifico regionale
dei pediatri progetto PROBA (pubblicazione disponibile presso il vostro
pediatra)
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