La tosse è un meccanismo riflesso che si attiva in genere per stimolazione dei recettori della tosse, i quali sono presenti nelle vie respiratorie, ma anche nell’orecchio esterno e in altre sedi. Il riflesso della tosse consente di liberare le vie respiratorie da eventuali corpi estranei, polveri, ecc. ma anche dal muco che viene prodotto in grande quantità, quando le vie respiratorie si infiammano (ad es. in una laringite, tracheite, bronchite).
- La tosse che si associa al raffreddore, è inizialmente secca e insistente, poi diviene meno disturbante e più “grassa”, e alla fine dopo qualche giorno, se ne va; utile può essere l’uso di soluzione fisiologica, per “lavare” e liberare il naso.
- Nei bambini cosiddetti “catarrali”, gli episodi di tosse e raffreddore, anche se di durata non superiore a qualche giorno, si susseguono uno dopo l’altro, tanto che a volte i periodi di benessere sono più brevi dei periodi di malattia, o sembra che il bambino sia “sempre malato”; in realtà questa è una condizione molto frequente nel bambino di 2-3 anni che comincia a socializzare, e incontra per la prima volta i virus respiratori (rinovirus, adenovirus, ecc..) magari favorito in questo dal contatto con gli altri bambini (asilo, scuola materna); è una situazione che a volte può complicare la vita dell’intera famiglia, ma non è comunque preoccupante ed è limitata nel tempo; crescendo questi bambini, non si ammaleranno più degli altri; in questi casi possono essere di qualche aiuto gli “immunostimolanti”, (probabilmente più per non lasciare nulla di intentato, che per una reale loro efficacia); è il tempo che “guarisce” il bambino con le infezioni ricorrenti.
- La tosse che accompagna la laringite (o laringo-tracheite) è principalmente notturna, ha il caratteristico timbro metallico, “a cane che abbaia”, o “come fosse un adulto che tossisce”; in genere ha un acme nella notte in cui si manifesta, spesso preceduta da naso chiuso e respirazione “con la bocca”, e a volte febbre; la cosa migliore da fare subito è dare il cortisone inalatorio (2 fiale cioè 4 ml di Clenil o di Prontinal, o 2 fiale di Pulmaxan 0,5 mg/ml, o 2 fiale cioè 2 ml di Fluspiral o Flixotide, Nebules 0,5 mg/2 ml) con l’aerosol, anche senza aggiungere soluzione fisiologica; solo nei casi, meno frequenti, nei quali la difficoltà respiratoria persiste, è opportuno accompagnare il bambino al Pronto Soccorso Pediatrico, dove eventualmente, può essere curato più efficacemente.
- La tosse che dura più di 10 giorni può essere associata a un’infezione bronchiale da Mycoplasma o da pertosse; queste patologie, più frequenti nei bambini in età scolare, si manifestano in genere con tosse insistente a volte associata a cefalea o vomito, a volte febbre; la visita del torace non evidenzia spesso nulla di significativo; un antibiotico del gruppo dei macrolidi (claritromicina-azitromicina-eritromicina) per 5-7 giorni è il farmaco da usare, per entrambe le patologie.
- Altre volte la tosse persistente oltre i 10 giorni, catarrale, associata a scolo di muco-pus dal naso e in fondo alla gola (retrofaringe) si associa ad un’infezione dei seni paranasali (sinusite), talvolta con bronchite concomitante; l’antibiotico da utilizzare in questi casi è l’amoxicillina o simili.
- La tosse ricorrente (cioè che passa e poi ricomincia) è a volte legata ad una ipersensibilità dei recettori della tosse; riguarda in genere bambini dell’età dell’asilo, ma anche bambini più grandi, e si caratterizza per attacchi di tosse secca, che non tende a calmarsi ma anzi si accentua, soprattutto di notte, spesso compromettendo per 3-4 notti, il sonno del bambino e dell’intera famiglia; in questi bambini come detto, i recettori della tosse rispondono in modo eccessivo alle infezioni virali, e alla conseguente infiammazione, delle vie respiratorie fino ai bronchi; così anche stimoli banali quali il naso chiuso e l’aria secca inalata dalla bocca, e la posizione distesa, scatenano accessi di tosse che quando cominciano non fanno più dormire nessuno in casa. Qui i farmaci sono poco efficaci, può essere utile è far dormire il bambino con due cuscini, arieggiare la stanza aprendo la finestra, eventualmente un po’ di latte caldo e miele.
- La tosse che accompagna una bronchite (o tracheo-bronchite) si associa a febbre più o meno alta; la tosse da secca diventa “produttiva”, cioè si sente il “catarro” che si muove; l’episodio acuto (non esiste nel bambino la bronchite cronica), si risolve in alcuni giorni (5-7-10); in genere non richiede antibiotici perché la bronchite, se non associata a sinusite con scolo “denso” e persistente dal naso, è sempre d’origine virale.
- D’origine virale sono anche la bronchite asmatica (o d’origine allergica nei bambini più grandi), e la bronchiolite del bambino più piccolo (1° anno di vita); in queste patologie la tosse, e la febbre possono essere più o meno presenti, ma il sintomo principale è costituito dall’impegno e dalla difficoltà respiratori (respiro frequente, ansimante o respiro “corto”);
nella bronchite asmatica sono utili i broncodilatatori (salbutamolo – Ventolin o Broncovaleas) in spray con distanziatore o aerosol; ad essi si associano i cortisonici per bocca (es Bentelan), utili in alcuni casi, ma soprattutto se dati precocemente già dai primi giorni di malattia
nella bronchiolite questi farmaci non hanno dimostrato efficacia, tanto più nel bambino piccolo; l’unica cosa da fare è garantire l’apporto di latte (o altri liquidi) al bambino, evitando che si disidrati ma anche evitando di stimolarlo troppo e di farlo piangere, per non peggiorare la difficoltà respiratoria; per una dispnea importante il pediatra consiglierà il ricovero, in modo da poter somministrare al bambino l’ossigeno con maschera.
- La tosse che persiste da oltre un mese, può essere psicogena (solo diurna) oppure va indagata con rx del torace ed eventualmente, nei ragazzi più grandi, dei seni paranasali (possibile sinusite cronica)
- La tosse della broncopolmonite infine, si associa a febbre alta e a difficoltà respiratoria, a volte anche dolore toracico; questo vale principalmente per la polmonite batterica “classica” da pneumococco, mentre questi stessi sintomi, cioè febbre e dispnea, possono essere più modesti nelle polmoniti virali, le quali compromettono in misura minore le condizioni generali del bambino; nella broncopolmonite l’antibiotico per bocca è in genere efficace, e l’efficacia è dimostrata dal miglioramento delle condizioni generali del bambino, nel giro di 1, al massimo 2 giorni.
Riassumendo:
la tosse che dura da 2-4-6 giorni, associata o meno ad altri segni d’infezione quali raffreddore e febbre, che diventa da secca a catarrale (“grassa”) con il passare dei giorni, non associata a difficoltà respiratoria né a compromissione dello stato generale del bambino, è in genere affrontabile con i rimedi “della nonna” (latte e miele) con la stessa efficacia dei farmaci “mucolitici” e degli aerosol; per la tosse che disturba il sonno notturno è opportuno provare con i calmanti della tosse (cloperastina, levodropropizina, destrometorfano, e dai 12 anni, la codeina);
la tosse che si associa a difficoltà respiratoria, con o senza febbre, può essere legata a una laringite, ad una bronchite asmatiforme, ad una bronchiolite o ad una broncopolmonite (qui c’è febbre in genere alta); in tutti questi casi è opportuna la visita del pediatra, il quale fatta la diagnosi, eventualmente dopo gli accertamenti necessari, prescriverà la terapia opportuna.
Nella tosse di tipo catarrale, che si protrae in modo ininterrotto da oltre un mese, (ma sono evenienze veramente rarissime, da non confondere con gli episodi acuti del bambino catarrale che “è sempre sotto”, e che possono apparire come un unico episodio di tosse, che non passa mai), il pediatra richiederà una lastra del torace, e se c’è sospetto di sinusite cronica, una lastra dei seni paranasali.
La tosse secca persistente, solo diurna, che non si associa ad altri sintomi, in un bambino in buone condizioni generali, è in genere una tosse psicogena; in genere si risolve una volta chiarita fra pediatra e genitori, la sua probabile origine “dimostrativa”.
Per la tosse secca che disturba il sonno, si usano gli antitussigeni:
>>>> i più blandi
Cloperastina 0,1-0,2 mg per Kg di peso corporeo, al giorno
- Quik o Cloel o Privituss o Nitossil – (sciroppo 0,4%):
½ ml di sciroppo per Kg di peso corporeo al giorno, da dividere in 2-3 dosi
- Seki – (sciroppo 0,2% o gocce 2%):
1 ml di sciroppo per Kg di peso corporeo al giorno, da dividere in 2-3 dosi
1 goccia per Kg di peso corporeo al giorno, da dividere in 2-3 dosi
Levodropropizina 0,3-0,6 mg per Kg di peso corporeo, al giorno
- Levotuss o Salvituss o Danka - (sciroppo 0,6% o gocce 6%):
½-1 ml di sciroppo per Kg di peso corporeo al giorno, da dividere in 2-3 dosi
1-2 gocce per Kg di peso corporeo al giorno, da dividere in 2-3 dosi
>>>> o i più forti
Destrometorfano 0,3-0,5 mg per Kg di peso corporeo, per dose
- Aricodil – (gocce 1,5%): ½ goccia ogni Kg di peso corporeo X 3-4 volte al dì
(ad esempio 10 gocce X 4 volte al dì, per un bambino di 15 Kg)
- Lisomucil tosse sedativo – (scir.0,3%): 1-1,5 ml ogni 10 Kg di peso corporeo X 3-4 volte al dì
(ad esempio 2 ml X 4 volte al dì, per un bambino di 15 Kg)
Codeina gocce (solo dai 12 anni): 0,3-0,5 mg per Kg di peso corporeo:
- Paracodina - (gocce 1%): ½ goccia per Kg di peso corporeo X 1-3 volte al dì
(es. 20 gocce per un bambino di 40 Kg)
Bibliografia
- "La tosse (o le tossi)” G. Longo e E.Barbi Medico & Bambino n° 19, 2000 pag 631
- "Farmaci per la tosse” Medico & Bambino 30/04/2008 pag 217
- "Localizzazione delle infezioni respiratorie associate alla Sindr da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse” Medico & Bambino 31/03/2010 pag 194
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