sabato 21 maggio 2016

Uso dei farmaci anti-febbre e anti-dolore

La febbre è quasi sempre dovuta a una infezione. 
Le infezioni sono dovute a virus (la stragrande maggioranza) o a batteri
Nelle infezioni, la febbre rappresenta una reazione di difesa dell’organismo: infatti la temperatura  più elevata è in grado di rallentare la moltiplicazione dei virus (che sono responsabili della maggior parte delle infezioni e contro i quali gli antibiotici sono inefficaci). Per questo motivo difficilmente la febbre scompare in poche ore (frequentemente persiste anche per alcuni giorni, fino alla guarigione completa della malattia) ed è sbagliato esagerare nella somministrazione di antifebbrili per sfebbrare il bambino a tutti i costi, contrastando una reazione utile dell’organismo. Anche perchè i farmaci possono a volte dare effetti indesiderati, e per il paracetamolo in particolare c’è rischio di danneggiare il fegato se si superano i 60-70 mg per Kg di peso al giorno (in pratica, non dare più di 4-5 supposte da 125 mg al giorno, o di 4 dosi da 6-7 ml di sciroppo al giorno o 10-12 gocce al giorno, per bambini di 10 Kg. Mentre per bambini di 20 Kg, non più di 4-5 supp da 250 mg al giorno, o di 4 dosi da 10-12 ml di sciroppo al giorno, o non più di 20-25 gocce sempre al giorno)
Come si prendono le infezioni? Sono trasmesse da persona a persona, più spesso con la respirazione(goccioline di saliva) o attraverso oggetti contaminati (ad es. mani contaminate da residui fecali che manipolano del cibo, ecc.)
Spesso alla febbre si associano altri sintomi come quelli “respiratori” (tosse, raffreddore, voce rauca, mal di gola, ecc.) o sintomi “gastrointestinali” (vomito, diarrea, inappetenza) o sintomi generali (cefalea, dolore muscolare o osseo, diffuso o localizzato).
Quando il pediatra si trova di fronte alla febbre, e ad eventuali altri sintomi, visita il vostro bambino per ricercare una sede di possibile infezione (la gola, le orecchie, i bronchi, ecc.) e quindi la causadella febbre (diagnosi);
a volte troverà la gola arrossata (“faringite”) a volte un timpano rosso e rigonfio (“otite media”), avolte i sintomi indirizzeranno verso una gastroenterite; altre volte, non troverà nulla (probabile infezione virale “del sangue” – viremia - o inizio di qualsiasi altra forma infettiva che successivamente darà segni clinici precisi);
in queste situazioni il pediatra farà delle ipotesi diagnostiche e darà la terapia conseguente;
cioè, da una parte:
A)    difficilmente la diagnosi avrà una conferma obiettiva:
infatti, - salvo che nei casi di una faringo-tonsillite con “il tampone”, o di un’infezione delle vie urinarie con l’urocoltura, - solitamente non conosciamo il virus o il batterio responsabile dell’infezione, (non buchiamo il timpano con un ago per fare la coltura ed identificare il virus o il batterio di un’otite, né in caso di bronchite si riesce ad identificare l’agente infettivo responsabile);
ma dall’altra parte:
B) la valutazione clinica, e l’esperienza, ed anche una corretta “stima probabilistica”, che tenga conto cioè della probabilità statistica, condurrà il pediatra ad una diagnosi “presuntiva”, ma quanto più possibile “utile per il bambino”:
così per esempio, l’associazione di tosse alla faringite fa propendere più per una forma virale, che per una faringotonsillite da streptococco; le buone condizioni generali fanno escludere un’infezione potenzialmente grave, e depongono per una verosimile infezione virale.
Fatta la diagnosi il pediatra vi dirà cosa fare praticamente, e qui le cose si semplificano, nel senso che l’identificazione esatta dell’agente infettante non è di rilievo, in quanto la distinzione importante è fra infezione batterica e infezione virale;
se cioè il pediatra riterrà che l’infezione sia dovuta ad un batterio (es streptococco per la faringite) prescriverà l’antibiotico;
se invece riterrà di trovarsi di fronte ad una infezione virale prescriverà il solo antipiretico (Tachipirina, Efferalgan, Nurofen, Antalfebal, ecc.), al solo scopo di dare sollievo dai sintomi quali febbre, mal di testa, ecc.
E’ importante a questo punto capire che antibiotico e antipiretico hanno due meccanismi d’azione molto diversi:
• l’antipiretico contrasta le sostanze che stimolano la risalita della temperatura, e quindi ha sempre una qualche efficacia, sul sintomo febbre, qualunque ne sia la causa; è però inefficace sulla causa della febbre, cioè sull’infezione stessa.
• l’antibiotico è in grado di contrastare la causa della febbre, cioè uccide o blocca l’agente infettivo, a condizione che l’agente infettivo sia un batterio, enon un virus, contro il quale farmaci antibatterici(in pratica tutti gli antibiotici) risultano perfettamente e totalmente inefficaci;
infatti l’antibiotico blocca i batteri, attaccando la loro parete, o interferendo con le loro attività (es. sintesi proteica), ecc.; questo meccanismo d’azione è del tutto inefficace contro i virus, proprio perché questi ultimi sono privi di parete, e non hanno catene di sintesi proteica (ma sfruttano quelle della cellula umana “parassitata”);
in pratica l’antibiotico non ha “dove attaccare il virus”. perché questo è privo delle strutture con le quali esso interagisce; e ciò naturalmente vale anche dopo 2-3-4-5 giorni di febbre, a meno che il quadro clinico non sia mutato; ma quest’ultima eventualità sarà il pediatra a valutarla.
Le infezioni virali, rappresentano la causa di febbre di gran lunga più frequente, per i nostri bambini, che attualmente vivono in buone condizioni sociali, igienico-sanitarie e nutrizionali.
Come già detto, la durata della febbre in caso di infezione virale, può essere di sole 24 ore, ma normalmente e mediamente arriva alle 3-4 giornate, con una “coda finale” di febbricola (temperatura inferiore a 38 °C), di altri 2-3 giorni.
I farmaci che contrastano la febbre (antipiretici) vanno dati se la temperatura sale sopra i 38-38,5  °C; ma aldilà della temperatura, vanno dati quando la febbre è mal sopportata e dà malessere; hanno efficacia anche contro i sintomi associati, quali cefalea e mal di gola (sono anche antidolorifici);
sono farmaci detti “sintomatici”, che agiscono appunto sui sintomi, per alcune ore dopo la somministrazione; in sostanza: somministrando il paracetamolo o ibuprofene, alleviamo il fastidio connesso con la febbre, ma certamente non ne curiamo le cause; e spesso, anche questi farmaci non riescono ad abbassare la temperatura in maniera significativa e duratura; l’infezione come detto, potrà persistere per alcuni giorni, ma il persistere della febbre di per sé, non significa nulla di grave per il bambino.
Infatti la febbre anche alta di per sè è innocua, cioè non danneggia l’organismo e non lo espone ad alcun rischio (nemmeno di convulsioni, che vengono solo a bambini predisposti e anche per temperature più basse, nel momento in cui la temperatura corporea sale rapidamente; le convulsioni con la febbre sono episodi benigni che non provocano danni ma solo una comprensibile paura).
Come già detto l’attenzione va quindi rivolta alla malattia che causa la febbre, e l’eventuale gravità va invece stimata in base alle condizioni generali del bambino (meglio valutabili dopo che ha preso l’antifebbrile, quando la temperatura sia scesa almeno un po’), più che alla presenza o meno del sintomo febbre.
Nella gestione del bambino febbrile è importante un buon apporto di liquidi, somministrando frequentemente bevande, preferibilmente zuccherate (per evitare acetonemia), a piccoli sorsi: es. acqua, thé deteinato, camomilla molto diluita, soluzioni reidratanti. Non forzare con l’alimentazione, e offrire al bambino, se vuole, piccoli pasti con alimenti facilmente digeribili: per es. thé e biscotti secchi, fette biscottate, pane magro, brodo vegetale, brodo di carne sgrassato, riso, pasta, carne ai ferri, carne tritata, verdure lessate, mela, ecc. Usare possibilmente vestiti leggeri e traspiranti, tenendo comunque il bambino poco coperto, (salvo che nei primi momenti se avesse brividi).

Farmaci antifebbrili (e antidolorifici):                  
•  paracetamolo a 10-15 mg (per il dolore anche 20 mg) per Kg di peso corporeo, per dose; gocce e sciroppo a stomaco vuoto
4-5 gocce di Tachipirina per Kg di peso corporeo(=11-13 mg), ogni 5-6 ore
½ ml di Tachipirina o Efferalgan o Sanipirina sciroppo (=12 e 15 mg), per Kg di peso corporeo, ogni 5-6 ore
supposta da 125 mg – Tachipirina -  per bambini da 8 fino a 12 Kg, ogni 5-6 ore
supposta da 150 mg – Efferalgan -  per bambini da 13 fino a 15 Kg, ogni 5-6 ore
supposta da 250 mg – Tachipirina -  per bambini dai 16 fino a 25 Kg, ogni 5-6 ore  
oppure
•  ibuprofene (dall’età di 6 mesi) a 5-10 mg per Kg di peso corporeo, per dose, dopo mangiato (anche dopo preso un po’ di latte)
½ ml di Nurofen o Antalfebal o Sinifev sciroppo (=10 mg), per  ogni Kg di peso corporeo,  ogni 6-7 ore.
                      
Bibliografia
• “Antibiotici - quando sì quando no. Consigli per un uso appropriato dei farmaci nelle infezioni respiratorie dei bambini” Comitato tecnico-scientifico regionale dei pediatri progetto PROBA (pubblicazione disponibile presso il vostro pediatra)
• “Convulsioni febbrili e prevenzione” rivista Medico&Bambino del 31/10/2002 PAG 539
• “Paracetamolo per bocca o per via rettale?” riv. Medico&Bambino del 31/10/2002 PAG 485
• “Il trattamento sintomatico della febbre e del dolore nella pratica ambulatoriale” riv Medico&Bambino del 31/01/2005 PAG 47

• “Le convulsioni febbrili” Riv Medico&Bambino del 30/04/2005 PAG 227
• "Guida dei parametri vitali e dei segni di allarme in pediatria” riv Medico&Bambino del 30/09/2008 PAG 441.
• “Valutazione e gestione iniziale della malattia febbrile nel bambino d’età inferiore a 5 anni ” riv Medico&Bambino del 29/02/2008 PAG 95






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