sabato 21 maggio 2016

Forse non tutti sanno che ... un'alimentazione povera di calcio favorisce lo sviluppo di calcoli renali


Infatti la maggior parte dei calcoli è costituita da sali di calcio.
I calcoli urinari si formano quando aumenta la calciuria, cioè la percentuale di calcio presente nelle urine.
E’ stato dimostrato che un'alimentazione povera di calcio aumenta la calciuria, mentre un apporto normale di calcio non ha questo effetto.
Questo aumento della calciuria in seguito alla scarsa introduzione alimentare di calcio, probabilmente deriva dal fatto che l’organismo risponde al poco calcio introdotto con la produzione del paratormone.
Il paratormone, prodotto normalmente dal nostro organismo (dalle ghiandole paratiroidi situate nel collo, aderenti alla tiroide), viene immesso in quantità maggiore nel sangue nel caso si abbassi la concentrazione di calcio nel sangue; ed è una sostanza che appuntoaumenta il calcio nel sangue, ma anche la sua eliminazione con le urine (oltre a favorire il riassorbimento di calcio dalle ossa, altro effetto non favorevole per bambini e adulti).
Si è visto invece che una dieta con poco “sale da cucina” (cloruro di sodio), riduce la calciuria, e riduce il rischio di calcolosi renale.
Infine un buon apporto di frutta e verdura, riduce anch’esso il rischio di calcoli, perché aumenta l’eliminazione urinaria di acido citrico (citraturia) che ha un’azione di solubilizzazione dei cristalli urinari.
L’alimentazione da adottare per prevenire al massimo le coliche renali, deve perciò essere povera di cloruro di sodio, ricca di frutta, verdura e liquidi, e con un normale contenuto di calcio.
Bibliografia
1-Borghi L. et al “Comparison of two diets fro the prevention of recurrent stones in idiopathic hypercalciuria” N Engl J Med 2002; 346:77-84.
2-Cirillo M. et al Gubbio Study Research Group “Cross sectional and prospective data on urinary calcium and urinary stone disease”Kidney Int 2003; 63:2200-6.
3-Meschi T. et al “The effect of fruits and vegetables on urinary stone risk factors” Kidney Int 2004; 66:2402-10.



Nessun commento:

Posta un commento