sabato 21 maggio 2016

Il vomito e il rigurgito nel lattante


Nel lattante il rigurgito e il vomito sono fenomeni frequenti.
La causa è la mancata “chiusura dello stomaco”, e il conseguente reflusso del cibo dallo stomaco all’esofago.
In pratica nel tratto di passaggio fra esofago (il “tubo” che dalla bocca porta il cibo allo stomaco) e stomaco (il “sacco” che raccoglie il cibo per sminuzzarlo e digerirlo) esiste una struttura funzionale il cardias, che si rilassa al momento del passaggio del cibo (detto bolo) e si chiude successivamente, impedendo il ritorno del cibo stesso nell’esofago.
Tale “meccanismo” non funziona ancora bene nel lattante, e a volte anche fino a 12-18 mesi d’età; per questo motivo si verifica la risalita di cibo più o meno digerito in esofago e quindi il vomito o il rigurgito.
Se questo fenomeno, come succede nella maggioranza dei casi, non provoca irritazione della mucosa esofagea (esofagite) con bruciore durante il pasto e difficoltà nell’alimentazione, e a lungo andare rifiuto di mangiare e perdita di peso, non ci sono farmaci né altre misure efficaci da adottare; ci sarà solo da aspettare la maturazione dell’apparato digerente del bimbo, con la quale il problema si risolverà spontaneamente.
ATTENZIONE: bisogna non confondere il rifiuto occasionale del cibo (bambino che si allontana dalla mamma che lo sta allattando, che non apre la bocca, pianto, opposizione all’alimentazione) episodi comuni nell’alimentazione del lattante, con una esofagite da reflusso; il criterio per orientarsi sulla diagnosi di esofagite da reflusso è sostanzialmente la mancata crescita; tanto che in presenza di un bambino che vomita ad ogni pasto ma che cresce bene si può escludere che il reflusso abbia provocato l’esofagite.
In presenza di arresto della crescita associata a sintomi significativi di esofagite da reflusso, ma sono pochissimi i casi reali, sono indicati i farmaci che riducono la produzione di acido da parte dello stomaco, cioè gl’inibitori della pompa protonica o gli anti-H2; questi farmaci risolvono insieme il problema della diagnosi e quello della terapia, nel senso che se il bambino migliora e la crescita di peso riprende, è molto probabile che la causa del disturbo fosse l’esofagite, che si cura con i farmaci su indicati. Per la diagnosi di esofagite da reflusso infatti, la ph-metria non è necessaria, ma anzi può portare facilmente a interpretazioni errate, mentre l’ecografia è del tutto inutile e fuorviante.

Bibliografia
1) “Gli inibitori della pompa protonica” Medico&Bambino 31/10/2002 pag 521
2) “Asma e reflusso gastroesofageo”    M&B  30/09/2005 pag 422    
3) “Indicazioni alla EGDS in GERD e infezione da Hp” M&B 31/10/2005 pag 552
4) “C’è un’iperprescrizione di farmaci contro il rigurgito?” Medico&Bambino  pagine elettroniche dicembre 2007
5) “Il pediatra e il reflusso gastroesofageo” Medico&Bambino  30/04/2009 pag 212
6) “Tosse cronica e reflusso gastroesofageo” M&B 30/06/2010 pag 353


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