Nel
lattante il rigurgito e il vomito sono fenomeni frequenti.
La
causa è la mancata “chiusura dello stomaco”, e il conseguente reflusso del cibo
dallo stomaco all’esofago.
In
pratica nel tratto di passaggio fra esofago (il “tubo” che dalla bocca porta il
cibo allo stomaco) e stomaco (il “sacco” che raccoglie il cibo per sminuzzarlo
e digerirlo) esiste una struttura funzionale il cardias, che si rilassa al
momento del passaggio del cibo (detto bolo) e si chiude successivamente,
impedendo il ritorno del cibo stesso nell’esofago.
Tale
“meccanismo” non funziona ancora bene nel lattante, e a volte anche fino a
12-18 mesi d’età; per questo motivo si verifica la risalita di cibo più o meno
digerito in esofago e quindi il vomito o il rigurgito.
Se
questo fenomeno, come succede nella maggioranza dei casi, non provoca
irritazione della mucosa esofagea (esofagite) con bruciore durante il pasto e
difficoltà nell’alimentazione, e a lungo andare rifiuto di mangiare e perdita
di peso, non ci sono farmaci né altre misure efficaci da adottare; ci sarà solo
da aspettare la maturazione dell’apparato digerente del bimbo, con la quale il
problema si risolverà spontaneamente.
ATTENZIONE:
bisogna non confondere il rifiuto occasionale del cibo (bambino che si
allontana dalla mamma che lo sta allattando, che non apre la bocca, pianto,
opposizione all’alimentazione) episodi comuni nell’alimentazione del lattante,
con una esofagite da reflusso; il criterio per orientarsi sulla diagnosi di esofagite
da reflusso è sostanzialmente la mancata crescita; tanto che in presenza di un
bambino che vomita ad ogni pasto ma che cresce bene si può escludere che il
reflusso abbia provocato l’esofagite.
In
presenza di arresto della crescita associata a sintomi significativi di
esofagite da reflusso, ma sono pochissimi i casi reali, sono indicati i farmaci
che riducono la produzione di acido da parte dello stomaco, cioè gl’inibitori
della pompa protonica o gli anti-H2; questi farmaci risolvono insieme il problema
della diagnosi e quello della terapia, nel senso che se il bambino migliora e
la crescita di peso riprende, è molto probabile che la causa del disturbo fosse
l’esofagite, che si cura con i farmaci su indicati. Per la diagnosi di
esofagite da reflusso infatti, la ph-metria non è necessaria, ma anzi può
portare facilmente a interpretazioni errate, mentre l’ecografia è del tutto
inutile e fuorviante.
Bibliografia
1)
“Gli inibitori della pompa protonica” Medico&Bambino 31/10/2002 pag
521
2)
“Asma e reflusso
gastroesofageo” M&B 30/09/2005 pag
422
3)
“Indicazioni alla EGDS in GERD e infezione da Hp” M&B 31/10/2005 pag
552
4)
“C’è un’iperprescrizione di farmaci contro il rigurgito?”
Medico&Bambino pagine elettroniche dicembre 2007
5)
“Il pediatra e il reflusso gastroesofageo”
Medico&Bambino 30/04/2009 pag 212
6)
“Tosse cronica e reflusso gastroesofageo” M&B 30/06/2010 pag 353
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