sabato 21 maggio 2016

Vaccinazioni: benefici ed effetti collaterali


Le vaccinazioni rappresentano uno "strumento sanitario" che ha consentito di ridurre in maniera drastica negli ultimi 60-70 anni, i danni alla salute e le morti dovute a malattie infettive.
Per alcune di queste malattie infettive, in assenza della vaccinazione, il rischio di gravi danni e di morte è stato ed è potenzialmente tuttora molto alto (anche se oggi l'evenienza di epidemie è limitata a zone dove la copertura vaccinale, per motivi diversi, è compromessa, come è accaduto in Russia per la difterite negli anni '90 o in alcune regioni asiatiche più recentemente per la poliomielite). Fra le malattie prevenibili con la vaccinazione ricordiamo la poliomielite (rischio di morte o danni permanenti quali paralisi muscolari) la difterite (rischio di morte per insufficienza respiratoria acuta) il tetano (rischio di morte per paralisi respiratoria).
Per altre malattie infettive,  la vaccinazione è stata proposta per ridurre i loro potenziali danni alla salute. E’ il caso dell’epatite B (rischio di malattia cronica del fegato fino alla cirrosi), dell’anti emofilus influentiae di gruppo B (agente principale della meningite batterica nel bambino nei primi anni di vita) e del meningococco di gr C (agente della meningite anche nell’adolescente), del morbillo e della parotite (rischio di encefalite, cioè infezione del cervello, in 1 caso su mille malati), della rosolia (rischio, se contratta durante la gravidanza, di provocare gravi danni embrio-fetali quali sordità, danni oculari, danni cerebrali).
Il meccanismo di tutti i vaccini consiste nell’inoculare parte dell’agente infettivo (o l’agente infettivo intero vitale ma attenuato, come nel caso di morbillo, parotite e rosolia) in modo da ottenere una risposta immunitaria da parte dell’organismo (produzione di anticorpi e attivazione di cellule immunitarie specifiche) senza tuttavia che questo agente infettivo attenuato o “frammentato” possa provocare la malattia naturale.
Nei decenni di utilizzo i vaccini per le malattie citate si sono dimostrati sicuri ed efficaci nel ridurre come detto non solo le malattie infettive specifiche, ma, soprattutto i danni permanenti conseguenti ad esse.
Il caso della poliomielite è un caso particolare. Ovvero il vaccino vivo attenuato (tipo Sabin) utilizzato anche in Italia fino a fine 900, conservava una potenziale pericolosità, ed è stato responsabile di alcuni rarissimi casi di paralisi da vaccino. Questo rischio di esito sfavorevole non più accettabile ai giorni nostri, vista l’assenza ormai della poliomielite in Europa occidentale e in Italia da diversi anni, è stato superato dal passaggio al vaccino inattivato (tipo Salk). Bisogna tuttavia considerare che nei primi decenni dopo l’introduzione della vaccinazione di massa con il vaccino messo a punto da Sabin, l’eventualità delle rare paralisi da vaccino potevano rappresentare un rischio accettabile di fronte al gran numero di paralisi da virus della poliomielite che il vaccino preveniva.
Detto della poliomielite, che con il vaccino attuale non dà effetti collaterali rilevanti, gli effetti collaterali potenziali degli altri vaccini sono effetti locali (dolore e gonfiore nella sede d’iniezione per alcuni giorni), effetti generalizzati (febbre e irrequietezza, a volte ipotonia, nei primi giorni per l’anti-pertosse; febbre, tosse, macchie sulla pelle e linfoghiandole gonfie per alcuni giorni dopo circa 1 settimana dalla vaccinazione per morbillo-parotite epidemica-rosolia). In tutti i casi queste reazioni si sono dimostrate benigne, in quanto di durata limitata e senza mai lasciare conseguenze permanenti.
Negli ultimi anni alcune malattie anche molto gravi che si manifestano nel bambino nei primi anni di vita, sono state associate da qualcuno alle vaccinazioni, che vengono fatte in questi stessi primi anni, a partire dai tre mesi di vita. Se il nesso temporale è indiscutibile, il nesso di causalità fra vaccinazione e malattia non è mai stato dimostrato. In particolare nessuno degli oltre 20 studi condotti negli ultimi 13 anni ha confermato che possa esserci una relazione causale fra vaccino MPR (morbillo-parotite-rosolia) e autismo.  
Solo uno studio inglese degli anni ’90 ha fornito dati che sembravano indicare una possibile relazione di causa-effetto fra vaccinazione anti-morbillosa e autismo nel bambino. Recentemente a questo studio ha fatto riferimento una sentenza del Tribunale di Rimini, sentenza che avrebbe riconosciuto il nesso fra vaccinazione anti-morbillo e autismo, che un bambino ha manifestato nei mesi successivi alla vaccinazione. Tuttavia questo studio è stato smentito e giudicato falso e inattendibile nel 2010, dalla stessa rivista medica che lo aveva pubblicato (Lancet) nel 1998. Oltre ai molti difetti nella raccolta dei dati, per i quali lo studio è stato ritirato dalla stessa rivista che anni prima lo aveva pubblicato, più recentemente è emerso come alcuni dati fossero stati alterati dall’Autore dell’articolo e l’intero studio fosse distorto da interessi economici. Per questi motivi l’autore è stato radiato dall’Ordine dei Medici. Fra i “trucchi” presenti in questo studio, atti ad alterarne i risultati, c’era ad esempio la falsa risultanza che in alcuni bambini, i sintomi dell’autismo fossero comparsi nei giorni successivi alla vaccinazione, mentre dalla documentazione clinica emergeva come i sintomi comportamentali fossero iniziati alcuni mesi e non giorni, dopo la vaccinazione; e ancora, in diversi casi di bambini presentati nello studio come normali prima della vaccinazione, esisteva una documentazione che attestava precedenti problemi dello sviluppo. Inoltre, secondo lo studio inglese, all’origine della presunta tossicità del vaccino anti-morbillo ci sarebbe un’infiammazione della parete intestinale causata dal vaccino e favorente il passaggio da questo al cervello di sostanze tossiche; ma non  è mai stato dimostrato scientificamente che il vaccino causi un’infiammazione cronica intestinale né che comunque alteri la funzione di barriera della parete intestinale; inoltre non esiste nessuna evidenza scientifica di un possibile ruolo del sistema immunitario nella patogenesi dell’autismo.
Secondo quanto sostenuto dall’Istituto Superiore di Sanità, attualmente l’insieme degli studi pubblicati indica che non ci sono elementi che sostengano un nesso causale fra vaccinazione anti-morbillo o MPR, e il disturbo autistico.

BIBLIOGRAFIA
-          “Epicentro” - Istituto Superiore di Sanità (www.epicentro.iss.it/)
-          Medico & Bambino 2007 pag 193 “Sonnolenza dopo esavalente”
-          Medico & Bambino 2009 pag 192 “Vaccinazione anti-pertossica e ipotonia-iporesponsività”
-          Medico & Bambino 2009 pag 193 “Vaccinazioni e epilessia”
-          Medico & Bambino 2009 pag 193 “Vaccini e tiomersal”
-          Medico & Bambino 2007 pag 486 “Vaccini e mercurio: non effetti avversi significativi dovuti al timerosal, anche a lungo termine”
-          Medico & Bambino 2001 pag 218 “Efficacia e sicurezza del vaccino MPR, rispetto alle malatie naturali, in Finlandia, dal 1982 al 2000”
-          Medico & Bambino 2010 pag 36 “Vaccino anti morbillo-parotite-rosolia e allergia all'uovo”



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